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Pistis Sophia, di Luigi Moraldi, ediz. Adelphi
04-04-2011, 09:44 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 04-04-2011 09:45 PM da Simone Pozzi.)
Messaggio: #1
Pistis Sophia, di Luigi Moraldi, ediz. Adelphi
Riporto parte della seconda di copertina:

<< Pur non appartenendo alla cosiddetta Biblioteca di Nag Hammadi, vastissimo e celeberrimo corpus di manoscritti ritrovati nel 1945, Pistis Sophia è uno dei testi fondamentali del pensiero gnostico. Anch'esso di area egizia, scritta nel II secolo, l'opera dispiega infatti un sistema cosmogonico e cosmologico che ha pochi eguali per forza visionaria e complessità teologica. All'apice di questo universo vi è un Dio "ineffabile, infinito, inaccessibile" dal quale emana ogni cosa. Sotto di lui si aprono le tre regioni intermedie: quella "tesoro della luce", celato dietro tre porte vegliate da nove custodi; quella "di destra", con sei grandi principi incaricati di estrarre la luce dagli eoni delle regioni sottostanti e ricondurla al "tesoro"; e quella "di mezzo", dove la vergine luce giudica le anime degne di risalita e quelle condannate all'eterno tormento. Ancora più in basso, ecco appunto il "mondo degli eoni", il nostro mondo dove si consuma il drammatico scontro tra la materia e la luce, a sua volta comprendente la regione "di sinistra" (con gli arconti), quella "degli uomini" e il caos.
Episodio centrale e precipitato simbolico di questa dimensione tragica dell'Essere è proprio il destino di Pistis Sophia. Collocata nel penultimo gradino del sistema-nel dodicesimo eone-, Sophia è desiderosa di tornare nella luce del Padre. Ma nella sua ingenuità commette l'errore di confondere tale luce suprema con quella dell'arconte più malvagio, l'Arrogante, e così viene da questi trascinata nel tredicesimo e ultimo eone, il punto infimo dell'universo. Per riscattarsi dovrà seguire, come tutti gli uomini, il Cristo, che solo può risvegliare chi è caduto sotto il potere degli arconti, decisi a far dimenticare a ogni creatura la sua origine divina. >>

Complesso e pieno di simbolismi, il testo è consigliato per approfondimenti.

[Immagine: pistis-sophia_35693.jpg?1284383050]
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05-10-2016, 12:13 AM
Messaggio: #2
RE: Pistis Sophia, di Luigi Moraldi, ediz. Adelphi
L'ho appena preso, direi molto complesso, ma i Catari conoscevano questo testo o i Vangeli Gnostici?
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05-10-2016, 10:37 AM
Messaggio: #3
RE: Pistis Sophia, di Luigi Moraldi, ediz. Adelphi
La Chiesa di Dio del medioevo utilizzava solo il nuovo testamento oltre alla visione di Isaia. Il tutto fu raccolto da Giovanni di Lugio nel "Libro dei due Principi" in cui la fede viene appunto confutata con riferimenti ai vangeli sinottici e non ad altri vangeli.
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06-10-2016, 01:02 AM
Messaggio: #4
RE: Pistis Sophia, di Luigi Moraldi, ediz. Adelphi
Nel libro "La cena segreta" Adelphi, a pag. 145 c'é il "Libro dei due principi", ma utilizza riferimenti praticamente da tutta la Bibbia. Io penso che usassero invece tutta la Bibbia, perché visto che molti di loro tenevano testa ai vari prelati nelle dispute sulla scrittura, dovevano conoscerla tutta. Cosa peraltro che emerge dal libro "La cena segreta". Quello che non mi è chiaro è se conoscessero o no altri vangeli, visto che nel suddetto libro non ne trovo traccia, contando poi che è una raccolta di scritti propriamente Catari.
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